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Come faccio a separarmi dagli oggetti “animati”?

​Laura mi scrive in un commento:

Oggi mi separerò dall’auto che ho avuto in regalo per i miei 18 anni una Toyota Aygo azzurra (oggi ne ho 27 di anni)…me ne separo xke ho la fortuna di poter avere un’auto nuova e più affidabile della mia attuale che è a spasso dal 2005…

Obiettivamente mi rendo conto che sono fortunata a poter avere un’auto nuova e dei vantaggi che ne conseguiranno.

Emotivamente sono distrutta e mi pento della scelta fatta e di ciò che accadrà…inizialmente la Toyota avrebbe dovuto essere venduta, poi x questioni economiche rottamare è diventata la scelta più ovvia.

L’idea di venderla mi feriva ma ero in grado di accettarla…l’idea di demolirla mi sta creando dei problemi seri…piango da 2 settimane come se mi avessero comunicato la morte di una persona cara.

Non so se sono impazzita, nessuno mi capisce se ne parlo con amici e parenti vedono solo la fortuna della nuova auto…

Io invece se potessi annullare tutto lo farei! Non riesco a godere di questa scelta tutti dicono ke domani l’avrò dimenticata…io temo di pentirmi amaramente…

Ho provato a metterla accanto a qualcosa di più caro [si riferisce a questo articolo da cui ho riportato il suo commento] ma non ha funzionato…si può dire che dentro ci sono cresciuta…

Consigli?

Toyo​ta Aygo

Oggi mi separerò dall’auto che ho avuto in regalo per i miei 18 anni una Toyota Aygo azzurra (oggi ne ho 27 di anni)…me ne separo xke ho la fortuna di poter avere un’auto nuova e più affidabile della mia attuale che è a spasso dal 2005…


Obiettivamente mi rendo conto che sono fortunata a poter avere un’auto nuova e dei vantaggi che ne conseguiranno.


Emotivamente sono distrutta e mi pento della scelta fatta e di ciò che accadrà…inizialmente la Toyota avrebbe dovuto essere venduta, poi x questioni economiche rottamare è diventata la scelta più ovvia.


L’idea di venderla mi feriva ma ero in grado di accettarla…l’idea di demolirla mi sta creando dei problemi seri…piango da 2 settimane come se mi avessero comunicato la morte di una persona cara.


Non so se sono impazzita, nessuno mi capisce se ne parlo con amici e parenti vedono solo la fortuna della nuova auto…


Io invece se potessi annullare tutto lo farei! Non riesco a godere di questa scelta tutti dicono ke domani l’avrò dimenticata…io temo di pentirmi amaramente…


Ho provato a metterla accanto a qualcosa di più caro [si riferisce a questo articolo da cui ho riportato il suo commento] ma non ha funzionato…si può dire che dentro ci sono cresciuta…


Consigli?

TOYOTA AYGO

Ciao Laura,

grazie per avere condiviso la tua storia, veramente emblematica. Anche se non tutti sentono il dolore del distacco da una macchina in modo così acuto, penso che la tua esperienza sia molto più diffusa di quanto si potrebbe pensare. 

Vi spiego quello che secondo me accade in questi casi.

1) quando la natura e la forma dell’oggetto ricordano un essere vivente, scattano in noi dei meccanismi di attaccamento istintivo diversi e più profondi che per gli oggetti comuni

Ad esempio, una bambola di ceramica, specialmente se ha proporzioni vicine a quelle di un bambino umano, è più difficile da lasciare andare di un piatto di ceramica.

Una poltrona morbida, il contatto con la quale ricorda l’abbraccio materno, è più difficile da lasciare andare di una sedia di metallo pieghevole.

Un’automobile ha una forma che può benissimo ricordare un animale domestico. Ad esempio, ha un davanti e un dietro su una struttura orizzontale, un “muso” che si anima accendendo le luci, una “voce” nel rumore caratteristico del motore e del clacson, sedili morbidi che ricordano il contatto con un corpo. 


Una parte profonda della nostra mente si confonde, e scatta un attaccamento che per quanto sembri razionalmente ingiustificato per un oggetto materiale, può essere molto forte a livello emotivo.

2) l’attaccamento è amplificato se l’oggetto in questione è un “aiutante” o un “compagno di avventure”

Un giaccone che ti ha sia protetto, sia identificato, per una fase importante della tua vita, per esempio gli anni del liceo, è più difficile da lasciare andare di una stampante rotta.

Un tavolo di cucina che ha “sostenuto” i piatti della famiglia riunita durante tutti gli anni della crescita dei tuoi figli è più difficile da lasciare andare di un armadio delle scope.

Più un oggetto se ti ha accompagnato nella tua crescita, più è stato parte della tua storia, non solo come presenza di sottofondo ma come elemento importante nelle esperienze che ti hanno formato, e più è dura separarsene.

I mezzi di trasporto sono casi tipici: un’auto, una moto o uno scooter - se ci sei in buoni rapporti - sono un po’ come un cavallo fedele con cui hai esplorato i territori della vita.

FOTO CAVALLO E MOTO

Rottamare un compagno di avventure sembra un vero e proprio tradimento, un gesto contro cui il nostro senso di giustizia e di lealtà si ribella profondamente.

Laura, il motivo per cui ti senti così male secondo me è anche questo: probabilmente nella vita sei una persona sensibile e leale, e ora senti di essere una persona “cattiva” perché rottamando la Toyota stai “tradendo” un’amica fedele.

Un gesto che se lo facessi a una persona, avrebbe un costo altissimo sia in termini di approvazione sociale, sia di autostima. Nessuno ama i traditori. 


La tua tristezza è dovuta probabilmente anche a un improvviso calo subconscio dell’autostima: “sono un’infame traditrice, quindi indegna d’amore, quindi resterò sola e indifesa e me lo sarò meritato”.

FOTO come ho potuto

In sintesi, anche se questi moti emotivi improvvisi possono sembrare strani e ingiustificati, in realtà sono perfettamente in linea con la nostra natura istintiva. Se sembrano fuori dal normale, è più che altro perché nessuno ne parla mai. Penso che semplicemente molti si sentano deboli e stupidi ad avere questi sentimenti per una macchina o uno scooter, ma in realtà, i meccanismi che scattano sono gli stessi che ci permettono di stabilire rapporti di fiducia e sostegno reciproco con altri esseri viventi.

Ma veniamo ai consigli pratici: va bene che sono problemi naturali, ma vanno comunque gestiti in qualche modo.

L’attaccamento che si crea in questo modo è legato a processi troppo profondi per poter essere semplicemente “spento” con dei trucchetti pratici come spesso consiglio per oggetti più “freddi”. 


Però è possibile “stare al gioco” e sciogliere il problema nel modo seguente.

1) Dato che la tua mente interpreta l’oggetto come un essere vivente con un ruolo di fiducia e sostegno reciproco, trattalo esattamente come se fosse tale: parlagli, digli che lo ringrazi per tutto quello che ha fatto per te e che lo ricorderai sempre, digli che se ha uno spirito, sicuramente ha meritato una ricompensa dopo la trasformazione che lo attende. Se sei in crisi dopo esserti separato dall’oggetto, quindi in sua assenza, puoi fare tutto questo tenendo in mano un ricordo fisico, come le chiavi di una macchina mandata in rottamazione. Se non hai un ricordo fisico, vai con la mente a un momento emblematico e positivo del tuo rapporto con l’oggetto e usalo per creare una connessione.


In certi casi, puoi anche aggiungere un “ultimo rito”, come seppellire il ricordo fisico in un posto speciale.

2) Il calo subconscio di autostima e le convinzioni negative che questo fa scattare sono il cuore del problema. Passa in rassegna tutti i comportamenti passati e presenti che ti qualificano invece come una persona leale, generosa e quindi degna d’amore e di stima. (se sei una persona sleale ed egoista, probabilmente non hai di questi problemi).

Spero che questo ti aiuti a superare questi momenti difficili. Hai una domanda o una storia che vuoi condividere? Fatti sentire nei commenti qui in basso!

​Cara Laura, grazie per avere condiviso la tua storia, veramente emblematica. Anche se non tutti sentono il dolore del distacco da un'automobile in modo così acuto, penso che la tua esperienza sia molto più diffusa di quanto si potrebbe pensare.

Vi spiego quello che secondo me accade in questi casi.

​1) quando la natura e la forma dell’oggetto ricordano un essere vivente, scattano in noi dei meccanismi di attaccamento istintivo diversi e più profondi che per gli oggetti comuni.

Ad esempio, una bambola di ceramica, specialmente se ha proporzioni vicine a quelle di un bambino umano, è più difficile da lasciare andare di un piatto di ceramica.

Una poltrona morbida, il contatto con la quale ricorda l’abbraccio materno, è più difficile da lasciare andare di una sedia di metallo pieghevole.

Qual è più difficile da salutare?

1) quando la natura e la forma dell’oggetto ricordano un essere vivente, scattano in noi dei meccanismi di attaccamento istintivo diversi e più profondi che per gli oggetti comuni
Ad esempio, una bambola di ceramica, specialmente se ha proporzioni vicine a quelle di un bambino umano, è più difficile da lasciare andare di un piatto di ceramica.
Una poltrona morbida, il contatto con la quale ricorda l’abbraccio materno, è più difficile da lasciare andare di una sedia di metallo pieghevole.

​Un’automobile ha una forma che può benissimo ricordare un animale domestico. Ad esempio, ha un davanti e un dietro su una struttura orizzontale, un “muso” che si anima accendendo le luci, una “voce” nel rumore caratteristico del motore e del clacson, sedili morbidi che ricordano il contatto con un corpo.

Una parte profonda della nostra mente si confonde, e scatta un attaccamento che per quanto sembri razionalmente ingiustificato per un oggetto materiale, può essere molto forte a livello emotivo.

2) l’attaccamento è amplificato se l’oggetto in questione è un “aiutante” o un “compagno di avventure”.

Un giaccone che ti ha sia protetto, sia identificato, per una fase importante della tua vita, per esempio gli anni del liceo, è più difficile da lasciare andare di una stampante rotta.

Un tavolo di cucina che ha “sostenuto” i piatti della famiglia riunita durante tutti gli anni della crescita dei tuoi figli è più difficile da lasciare andare di un armadio delle scope.

Più un oggetto ​ti ha accompagnato nella tua crescita, più è stato parte della tua storia, non solo come presenza di sottofondo ma come elemento importante nelle esperienze che ti hanno formato, e più è dura separarsene.

I mezzi di trasporto sono casi tipici: un’auto, una moto o uno scooter - se ci sei in buoni rapporti - sono un po’ come un cavallo fedele con cui hai esplorato i territori della vita.

Un’automobile ha una forma che può benissimo ricordare un animale domestico. Ad esempio, ha un davanti e un dietro su una struttura orizzontale, un “muso” che si anima accendendo le luci, una “voce” nel rumore caratteristico del motore e del clacson, sedili morbidi che ricordano il contatto con un corpo.

Una parte profonda della nostra mente si confonde, e scatta un attaccamento che per quanto sembri razionalmente ingiustificato per un oggetto materiale, può essere molto forte a livello emotivo.
2) l’attaccamento è amplificato se l’oggetto in questione è un “aiutante” o un “compagno di avventure”
Un giaccone che ti ha sia protetto, sia identificato, per una fase importante della tua vita, per esempio gli anni del liceo, è più difficile da lasciare andare di una stampante rotta.
Un tavolo di cucina che ha “sostenuto” i piatti della famiglia riunita durante tutti gli anni della crescita dei tuoi figli è più difficile da lasciare andare di un armadio delle scope.
Più un oggetto se ti ha accompagnato nella tua crescita, più è stato parte della tua storia, non solo come presenza di sottofondo ma come elemento importante nelle esperienze che ti hanno formato, e più è dura separarsene.
I mezzi di trasporto sono casi tipici: un’auto, una moto o uno scooter - se ci sei in buoni rapporti - sono un po’ come un cavallo fedele con cui hai esplorato i territori della vita.

​Quante strade percorse insieme...

​Rottamare un compagno di avventure sembra un vero e proprio tradimento, un gesto contro cui il nostro senso di giustizia e di lealtà si ribella profondamente.

Laura, il motivo per cui ti senti così male secondo me è anche questo: probabilmente nella vita sei una persona sensibile e leale, e ora senti di essere una persona “cattiva” perché rottamando la Toyota stai “tradendo” un’amica fedele.

Un gesto che se lo facessi a una persona, avrebbe un costo altissimo sia in termini di approvazione sociale, sia di autostima. Nessuno ama i traditori.

La tua tristezza è dovuta probabilmente anche a un improvviso calo subconscio dell’autostima: “sono un’infame traditrice, quindi indegna d’amore, quindi resterò sola e indifesa e me lo sarò meritato”.

"​...merito di essere tradita a mia volta."

Rottamare un compagno di avventure sembra un vero e proprio tradimento, un gesto contro cui il nostro senso di giustizia e di lealtà si ribella profondamente.
Laura, il motivo per cui ti senti così male secondo me è anche questo: probabilmente nella vita sei una persona sensibile e leale, e ora senti di essere una persona “cattiva” perché rottamando la Toyota stai “tradendo” un’amica fedele.
Un gesto che se lo facessi a una persona, avrebbe un costo altissimo sia in termini di approvazione sociale, sia di autostima. Nessuno ama i traditori.

La tua tristezza è dovuta probabilmente anche a un improvviso calo subconscio dell’autostima: “sono un’infame traditrice, quindi indegna d’amore, quindi resterò sola e indifesa e me lo sarò meritato”.

​In sintesi, anche se questi moti emotivi improvvisi possono sembrare strani e ingiustificati, in realtà sono perfettamente in linea con la nostra natura istintiva. Se sembrano fuori dal normale, è più che altro perché nessuno ne parla mai.

Penso che semplicemente molti si sentano deboli e stupidi ad avere questi sentimenti per una macchina o uno scooter, ma in realtà, i meccanismi che scattano sono gli stessi che ci permettono di stabilire rapporti di fiducia e sostegno reciproco con altri esseri viventi.

​Ma veniamo ai consigli pratici: va bene che sono problemi naturali, ma vanno comunque gestiti in qualche modo.

In sintesi, anche se questi moti emotivi improvvisi possono sembrare strani e ingiustificati, in realtà sono perfettamente in linea con la nostra natura istintiva. Se sembrano fuori dal normale, è più che altro perché nessuno ne parla mai. Penso che semplicemente molti si sentano deboli e stupidi ad avere questi sentimenti per una macchina o uno scooter, ma in realtà, i meccanismi che scattano sono gli stessi che ci permettono di stabilire rapporti di fiducia e sostegno reciproco con altri esseri viventi.
Ma veniamo ai consigli pratici: va bene che sono problemi naturali, ma vanno comunque gestiti in qualche modo.
L’attaccamento che si crea in questo modo è legato a processi troppo profondi per poter essere semplicemente “spento” con dei trucchetti pratici come spesso consiglio per oggetti più “freddi”.

Però è possibile “stare al gioco” e sciogliere il problema nel modo seguente.

​L’attaccamento che si crea in questo modo è legato a processi troppo profondi per poter essere semplicemente “​disinnescato” con dei trucchetti pratici come spesso consiglio per oggetti più “freddi”.

Però è possibile “stare al gioco” e sciogliere il problema nel modo seguente.

1) Dato che la tua mente interpreta l’oggetto come un essere vivente con un ruolo di fiducia e sostegno reciproco, trattalo esattamente come se fosse tale: parlagli, digli che lo ringrazi per tutto quello che ha fatto per te e che lo ricorderai sempre, digli che se ha uno spirito, sicuramente ha meritato una ricompensa dopo la trasformazione che lo attende.

Se sei in crisi dopo esserti separata dall’oggetto, quindi in sua assenza, puoi fare tutto questo tenendo in mano un ricordo fisico, come le chiavi di una macchina mandata in rottamazione. Se non hai un ricordo fisico, vai con la mente a un momento emblematico e positivo del tuo rapporto con l’oggetto e usalo per creare una connessione.

In certi casi, puoi anche aggiungere un “ultimo rito”, come seppellire il ricordo fisico in un posto speciale.

2) Il calo subconscio di autostima e le convinzioni negative che questo fa scattare sono il cuore del problema. Quando ti senti male per aver "abandonato" un oggetto, passa in rassegna tutti i comportamenti passati e presenti che ti qualificano invece come una persona leale, generosa e quindi degna d’amore e di stima (se sei una persona sleale ed egoista, probabilmente non hai di questi problemi).

Spero che questo ti aiuti a superare questi momenti difficili. Hai una domanda o una storia che vuoi condividere? Fatti sentire nei commenti qui in basso!

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L’attaccamento che si crea in questo modo è legato a processi troppo profondi per poter essere semplicemente “spento” con dei trucchetti pratici come spesso consiglio per oggetti più “freddi”.

Però è possibile “stare al gioco” e sciogliere il problema nel modo seguente.
1) Dato che la tua mente interpreta l’oggetto come un essere vivente con un ruolo di fiducia e sostegno reciproco, trattalo esattamente come se fosse tale: parlagli, digli che lo ringrazi per tutto quello che ha fatto per te e che lo ricorderai sempre, digli che se ha uno spirito, sicuramente ha meritato una ricompensa dopo la trasformazione che lo attende. Se sei in crisi dopo esserti separato dall’oggetto, quindi in sua assenza, puoi fare tutto questo tenendo in mano un ricordo fisico, come le chiavi di una macchina mandata in rottamazione. Se non hai un ricordo fisico, vai con la mente a un momento emblematico e positivo del tuo rapporto con l’oggetto e usalo per creare una connessione.

In certi casi, puoi anche aggiungere un “ultimo rito”, come seppellire il ricordo fisico in un posto speciale.
2) Il calo subconscio di autostima e le convinzioni negative che questo fa scattare sono il cuore del problema. Passa in rassegna tutti i comportamenti passati e presenti che ti qualificano invece come una persona leale, generosa e quindi degna d’amore e di stima. (se sei una persona sleale ed egoista, probabilmente non hai di questi problemi).
Spero che questo ti aiuti a superare questi momenti difficili. Hai una domanda o una storia che vuoi condividere? Fatti sentire nei commenti qui in basso!
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Matteo

Ciao.
Recentemente ho dovuto cambiare macchina, una Nissan Liberty. Non ci sono cresciuto dentro, ma mi era piaciuta molto nei pochi anni che l’ho usata.
Diciamo che il nome del modello era fedele a quanto ho ricevuto comprandola: mi ha dato la libertà di potere uscire da una casa in cui non ero troppo benvenuto.

Quando ho dovuto scegliere cosa fare, se vendere o rottamare, ho optato per la prima opzione. Purtroppo però poi la rottamazione è diventata la strada più pratica.

Anche io ho avuto un po’ il groppo in gola.
Poi però, visto che la data di scadenza si avvicinava, ho dovuto fare qualcosa.

Per essere fedele al significato del nome, ho deciso di staccare la scritta dal retro, con l’idea di farne poi un quadretto da appendere, o da mettere addirittura sulla nuova macchina.

In realtà non ne ho avuto bisogno. Il fatto stesso di staccare la scritta con un cacciavite e poi di conservare il pezzo ha funzionato come momento di elaborazione del lutto, ed è passato un anno ormai.

Se ancora fattibile, consiglio a Laura un gesto del genere.

Ed anche se fosse troppo tardi, vorrei dirle che le siamo comunque vicini.

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Claire

LAURA NON SEI SOLA!
quando ho rottamato Lawson* ho pianto dal concessionario e ho pure fumato una malboro rossa (all’epoca non fumavo)
e Lowie e’ stata subito ribattezzata “il caro estinto”
scusate lo so che non do’ un contributo costruttivo ma volevo solo che non si sentisse sola

*Lawson: Y10GT rosso fuoco ricevuta (usata) per i miei 24 anni e rimasta con me una decina d’anni, il suo nome deriva dall’autore del criterio di ignizione per un plasma da fusione termonucleare controllata

Rispondi
    Lorenzo Durand

    Qualunque testimonianza è benvenuta, anche la tua dimostra perfettamente che questi non sono casi isolati, è un problema diffuso e non banale. Grazie!

    Rispondi
Asja Rebeca De Filippis

Eeeeeh! Capita a proposito questo articolo… a me capita con alcuni pupazzi :( sono ormai rovinati ma non riesco a buttarli! Sento che è meschino relegarli alla spazzatura. Avevo pensato (sono soltanto 3) di incenerirli e sotterrarli (essendo vecchi non possono essere venduti o regalati, altrimenti avrei già risolto)… ma…. mi sono sentita un’assassina… che morte atroce per qualcosa che in fondo reputo viva… con gli occhi per giunta… quindi cara Laura, sei in buona compagnia…

Rispondi
    Lorenzo Durand

    Il problema qui è che i pupazzi non “muoiono”. Siamo noi ad attribuirgli la vita, come decidere quando non l’hanno più? Se ci sei affezionato, più invecchiano e più sono cari, perché ti riportano a un’infanzia sempre più distante.

    So che in Giappone hanno una tradizionale cerimonia di addio/funerale per le bambole, se volete mi informo meglio e scrivo un seguito. Chi vota sì? ;)

    Rispondi
Francesco

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Margherita

Ho una Rernault 4 dell’87 é ferma perché c’é da riparare qualcosa che non va,
ma non posso farlo adesso, così la vedo sotto pioggia e vento, con le foglie secche che passando porto via con il gesto delle mani, con qualche ruggine in più sul cofano e ho quasi dolore a guardarla. Dovrei farla rottamare ma non ho ancora trovato il coraggio, vorrei darne via dei pezzi per farla rivivere altrove e rimando, di giorno in giorno.
Ma se riprendesse a funzionare sarei più contenta. Si al funerale giapponesi dei pupazzi.

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