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Come superare gli oggetti che ti bloccano nel decluttering

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Se hai mai provato a fare decluttering, ti è successo. Vai avanti per un po’, magari sei tutta contenta dei primi risultati, ma a un certo punto incontri un oggetto davanti a cui ti blocchi. Mmmmm, va bene, tutto giusto, bisogna fare spazio, far circolare l’energia, riprendersi il proprio tempo, bla bla bla, ma…QUESTO lo decluttero? Siamo proprio sicuri? E se poi…

Puntualmente, anche sul gruppo di supporto del corso si presenta la fatidica domanda:

Domanda Antonella duplicati pentole

 

Ciao Antonella, grazie a te di prendere parte al nostro gioco :-)

Per la situazione che descrivi ci sono varie soluzioni, una carina è pensionare le pentole vecchie e “regalarti” quelle nuove come premio per una sessione di decluttering particolarmente riuscita, magari quando arrivi a completare un’intera stanza, un mobile o simili. In questo modo trasformi l’ostacolo in un fattore motivante e in un rinforzo positivo a obiettivo raggiunto. Oplà!

Più in generale, per superare i blocchi di questo tipo basta attenersi a due principi molto semplici.

 

1. Comincia dalle cose più facili!

Nelle prime fasi dell’apprendimento del decluttering è normale avere forti indecisioni. A livello cognitivo, il disturbo da accumulo presenta due sintomi strettamente collegati: la difficoltà a decidere, e a valutare il valore relativo degli oggetti.

Screen Shot FSAV 146

Essere nelle prime fasi però ha anche un vantaggio: in casa ci sono ancora migliaia di oggetti palesemente, incontrovertibilmente inutili, su cui solo i disposofobici più incalliti avrebbero dei dubbi.
Sei in dubbio sulle pentole nuove? Lascia perdere, tienile e continua a declutterare gli oggetti di cui sei sicura. Li hai finiti? Non penso :-)

Via via che liberi il tuo spazio, nella tua psiche si sciolgono anche i blocchi legati agli accumuli che vai eliminando. Quando rivisiterai il dilemma delle pentole al prossimo ciclo, scoprirai che una parte della tua mente ha già trovato la soluzione migliore, perché sei prima di tutto TU ad essere cambiata grazie al decluttering.

Ci saranno sempre zone e oggetti che ti danno più problemi di altri. Meglio allora cominciare da quelli che di problemi non te ne creano, e usare quelli per innescare un circolo virtuoso in cui poi verranno coinvolti anche quelli inizialmente più difficili.

All’inizio, l’importante non è tanto quali degli oggetti in eccesso escono da casa nostra, ma che ne escano, e che continuino ad uscirne finché non ci sentiamo liberi, leggeri e a nostro agio, in casa e nella vita.
Per cominciare, quindi, salta a pié pari le indecisioni sui singoli oggetti, anzi, lascia proprio perdere i risultati esteriori, e concentrati sul tuo progresso interiore. Nelle prime fasi, lo scopo del gioco non è declutterare tanti oggetti in poco tempo, è prendere confidenza con nuove abitudini, con una nuova ottica. È dimostrare a te stessa che puoi generare benessere togliendo anziché aggiungendo. Una volta che la mente ha fatto quel passaggio, acquisti sicurezza rapidamente e questi dubbi non si presentano più!

2. Ricordati che a questo gioco si vince sempre!

Una delle esperienze più comuni che viviamo nel disturbo da accumulo è la paura dell’errore. La paura è la radice dell’accumulo stesso: i mucchi di roba sono sostanzialmente una corazza con cui ci proteggiamo dalle minacce del mondo esterno.

Una parte profonda di noi è convinta che se non prendiamo delle misure preventive per rallentare o arrestare il flusso della vita con tutti i problemi che porta, non saremo capaci di gestirli momento per momento, e ne verremo sopraffatti. L’accumulo è una risposta inconscia alla domanda: come puoi sopravvivere alla vita pur essendo incapace di gestirla?

Risposta: mi chiudo in un bozzolo protettivo di oggetti dove la vita non può raggiungermi.

Quando si presenta il dilemma delle pentole nuove – una delle tante variazioni sul tema “può sempre servire” – questa paura di fondo si manifesta come paura di sbagliare.

Screen Shot FSAV 049

La vera paura qui non è quella che l’oggetto scartato si riveli poi utile in seguito. La paura è che questo errore confermi la nostra incapacità di fare le scelte giuste, quindi di affrontare la vita e procurarci ciò di cui sentiamo più bisogno.

“Di queste pentole non sono proprio sicura…e se poi INVECE mi servono? E se SBAGLIO? Sarei proprio una STUPIDA…”

No, no, no. Se sbagli non succede niente. Perdi 30 euro di pentole, o magari un giorno che devi cucinare per un plotone di ospiti devi farti prestare una pentola dai vicini, o mettere in tavola una pietanza fredda al posto di una calda. BEH? In cambio, hai portato avanti un processo che aumenta giorno dopo giorno la qualità della vita sia tua, sia dei tuoi cari, che ti aiuta a risvegliare abilità perdute, a crescere come persona, e che ti fa risparmiare un mucchio di soldi e di tempo.

A conti fatti hai STRAVINTO, anche se le pentole te le dovessi ricomprare dieci volte.
Se stai dimostrando qualcosa, semmai è di essere una persona capace di risolvere problemi complessi in modo semplice e rapido, un modo che oggi sanno applicare ben pochi.
Datti un premio, non una sgridata.

Morale: se stai portando avanti con successo il decluttering nel suo insieme, la scelta è quella giusta anche quando è quella sbagliata. Vai tranquilla. Gli errori sui singoli oggetti sono previsti e inevitabili, e sono parte di un processo di apprendimento che può farti aumentare la qualità della vita in un tempo brevissimo rispetto ad altre pratiche. Non puoi uscire con la maglietta pulita da una partita di rugby.

Ma se sposti il focus dai singoli oggetti ai risultati complessivi, quasi sempre scoprirai di stare facendo ottimi progressi a prescindere dalle piccole indecisioni. La maglietta si fa il suo giro in lavatrice, e intanto la partita l’hai vinta.

Domande o storie da raccontare? Fatti sentire nei commenti, e se non hai ancora visto i video gratuiti, richiedili iscrivendoti con il form qui in basso. Più di un’ora di istruzioni pratiche per aiutarti a recuperare rapidamente soldi, tempo ed energie preziose!

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Antonella Malaguti

grazie Lorenzo… che signora risposta!!! onorata :-) mi sono quasi commossa su: “la paura che conferma la nostra incapacità di fare le scelte giuste…” la frase tocca un nervo scoperto e ammetto che questo percorso mi sta rivelando aspetti inaspettati… a presto!

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loredana

Sto lavorando in questa direzione e i vostri video sono molto interessanti

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Maria Vittoria

Ciao interessantissimi gli articoli. Io vorrei porre una domanda: ho sempre una grande difficoltà non tanto a liberarmi delle cose ma a superare il problema che le cose che butto aumentano la spazzatura indifferenziata del pianeta quando potrebbero essere utili a qualcun’altro o magari hanno anche un valore intrinseco ma non riesco a capitalizzare (es fumetti vecchi ma scompagnati ecc)… come fare? buttare semplicemente nel cassonetto non riesco. Grazie a chi saprà aiutarmi

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    Lorenzo Durand

    Ciao Maria Vittoria,
    grazie per il commento.
    Quello di cui parli è un problema molto comune, ed è una questione di percezione e accettazione dei limiti.

    Dici che le cose che butti “potrebbero” essere utili a qualcun altro, o hanno un valore intrinseco che però non riesci a capitalizzare. Questi sono tutti valori al condizionale: SE potessi farle avere a chi ne ha bisogno sarebbero utili. SE riuscissi a capitalizzarli, potrei sfruttare il loro valore intrinseco. In quei SE c’è uno sguardo che si stacca dal mondo, dalla tua vita, così come sono realmente, per andare verso un mondo ideale, una vita diversa…un mondo e una vita che al momento sono fuori dai LIMITI che il mondo e la vita reali ti impongono.

    Per sbloccarti, devi smettere di chiederti “come dovrei/vorrei gestire questi oggetti per fare la cosa più giusta e più sana possibile” e iniziare invece a chiederti “qual è la cosa più giusta e sana che posso fare ADESSO, nei LIMITI imposti dalla situazione”?

    In altre parole, non pensare a qual è la cosa migliore da fare in assoluto, ma a quella migliore che puoi fare tu, adesso, con il tempo, le energie, e le conoscenze che hai. Tutto il resto è solo rimandare il progresso che sarebbe possibile per una perfezione che non lo è.

    Ci sono, comunque, alternative ai bidoni valide e spesso facili da percorrere: mercatini dell’usato, biblioteche, parrocchie, e siti dedicati al baratto su cui di solito puoi anche regalare i tuoi oggetti a chi viene a prenderli.

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